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Oratorio di Sant'Eusebio (Sec. XVII)

immagine ingrandita Oratorio di Sant'Eusebio - Facciata (apre in nuova finestra) La basilica di Sant'Eusebio ha origine antichissima: è citata prima ancora dell'anno 969, come oggetto di scambio fra il vescovo di Novara Aupaldo e Austreverto di Tornaco. Nel 1006 viene menzionata nel medesimo documento nel quale appare citato il "prato" di Santo Stefano.
In relazione al primitivo edificio, all'inizio del secolo XX, in occasione di lavori di scavo, vennero riportati alla luce sezioni di fondazioni e porzioni degli antichi pavimenti musivi. Negli atti di una visita pastorale dell'anno 1617 la basilica risulta ormai essere un edificio diroccato e collocato in mezzo ai boschi.
Nel 1750 l'oratorio di Sant'Eusebio, fu ricostruito nelle immediate vicinanze dell'antica fondazione, presso l'area cimiteriale, in forme barocche.
Allo stato attuale versa in stato di avanzato degrado, pur conservando integralmente moltissimi dei caratteri tipologici originari ancora ampliamente leggibili. Importante sottolineare lo stato conservativo a dir poco pessimo del bene, con degrado dello stesso manto di copertura con perdita di elementi, presenza di quadro fessurativo, conseguente al degrado avanzatissimo delle strutture murarie laddove, ormai ampliamente dilavata la finitura ad intonaco ove presente, sono le stesse strutture murarie portanti ad essere sottoposte a preoccupanti fenomeni di perdita di materiale, a partire dall'erosione dei giunti di legante.
immagine ingrandita Oratorio di Sant'Eusebio - Particolare (apre in nuova finestra) Necessari pertanto estesi interventi di rifacimento nel rispetto della tipologia originaria. Gli interni versano ovviamente in condizioni altamente drastiche e richiederebbero completi ed attenti interventi di restauro conservativo. Necessaria una verifica strutturale anche della stabilità del bene.
Per quanto riguarda l'esecuzione di interventi, si sottolinea l'opportunità di procedere preventivamente ad azioni di risanamento dall'umidità, correlata alla presenza di aree cimiteriali e quindi di Sali organici; la tecnica impiegata in eventuali interventi di restauro dovrà essere di tipo non distruttivo, con impiego di materiali e sostanze affini a quelli originari e legante a base di malta di calce naturale.

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